Da compagna di squadra a medico di squadra: su World Rowing la seconda vita nel canottaggio di Alessandra Patelli

Da compagna di squadra a medico di squadra. Il passo, per Alessandra Patelli, storica portacolori della SC Padova e due volte azzurra ai Giochi Olimpici – undicesima a Rio 2016 in due senza con Sara Bertolasi, nona a Tokyo 2020 in doppio con Chiara Ondoli – è stato breve. Lo racconta a World Rowing in una lunga intervista la stessa Patelli, che in questi giorni è impegnata a Sabaudia al seguito del Gruppo Olimpico in raduno. Nello staff medico, naturalmente… Nella chiacchierata con l’house organ della federazione remiera internazionale, la trentunenne di Conegliano ripercorre le tappe salienti della sua carriera, dagli inizi nel 2009 presso la SC Sile di Treviso – “nella mia città, Conegliano, non ci sono fiumi o laghi, ma quando tornai da un viaggio negli Stati Uniti nel 2008, dove grazie alla mia compagna di stanza scoprii il canottaggio venendo incoraggiata da suoi allenatori a provare a praticarlo una volta rientrata in Italia, dissi subito a mio padre che volevo provarlo” – ai primi successi – “uno dei punti più alti della mia carriera arrivò quasi subito, l’argento ai Mondiali Under 23 del 2011” – senza dimenticare gli sforzi fatti nel corso della cosiddetta dual career, ovvero vogatrice e studentessa in medicina, entrambe ad alto livello: “Sentivo la pressione di portare avanti contemporaneamente i due percorsi; gli studi accademici e il mondo sportivo di alto livello non sempre andavano di pari passo, e per me non sempre era facile trovare il tempo di studiare. Ecco allora che ogni momento libero che avevo, sugli aerei, sui treni, in hotel durante gare e raduni, lo sfruttavo per studiare, isolandomi ascoltando la mia musica preferita”.

Adesso, Alessandra è determinata e focalizzata verso la sua carriera medica, sia per la squadra nazionale che aiutando i giovani con malattie cardiache a trovare le cure più adatte per risolvere i propri problemi. Il canottaggio tuttavia, non è mai troppo distante dalla sua mente: “Quest’anno sono uscita in barca appena due volte, sempre grazie all’impegno di mio marito Simone Martini (ex atleta Italremo e oggi consigliere federale), che mi ha portata in acqua con lui. È come una dipendenza, ogni volta che riprendo in mano i remi, sento che potrei tornare a vogare ancora”, conclude maliziosamente Alessandra Patelli la sua intervista su World Rowing. Per leggerla al completo, clicca qui.

Fonte www.canottaggio.org

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